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A mio parere internet sta scardinando diversi concetti che difficilmente si accordano alla tradizione. Soprattutto l’idea che la conoscenza, l’informazione sono pubbliche e non soggette a usi esclusivi o settari e questo si scontra con le lobbies che ne vorrebbero conservare il monopolio. Il caso del diritto d’autore è un esempio: il diritto d’autore spesso è un diritto dell’editore. Infatti è la la SIAE Soc Italiana Autori ed Editori l’istituzione che cura tale diritto in Italia.
Ma il diritto dell’autore è oltre a quello di essere retribuito per l’opera pubblicata è soprattutto che la sua opera sia diffusa il più largamente possibile, perchè un autore (almeno lo spero) scrive perchè il suo pensiero , la sua creazione sia conosciuta. Quando gli editori, non pubblicano o ritirano dal mercato o pur tenendo a catalogo l’opera non la ristampano, vengono meno a questo dovere verso l’autore ed il suo diritto di essere pubblicato. Ci sono moltissime opere che pur interessando i lettori sono sottratte alla disponibilità. Idem per la musica, il cinema, dove canzoni, pellicole non sono disponibili sul mercato, menre potrebbero essere messi a disposizione una volta che la xcasa non intendesse più pubblicarli. Il bollino sui CD Audio veniva in questa logica. Si potrebbero a questo punto, la tecnologia lo permette, rendere disponibili queste opere dell’intelletto ad un costo che andasse come diritto all’autore/autori e non più alle aziende che non sono più attive nel promuoverle.
L’informazione giornalistica professionale o dai singoli utenti va a scontrarsi con le censure dei vari governi. Abbiamo l’esempio dell’Iran, della Cina, etc. Ed anche degli USA sui documenti pubblicati da un sito svedese. Dal basso viene la richiesta di sapere, dai Policy makers c’è il desiderio di far sapere la propria visione. La rete per ora è ancora libera in quanto non istituzionalizzata e che già si basa sulla net etiquette, finora accettata dalla maggioranza degli utenti: i rischi vengono da quelle minoranze criminali oppure legate a propri interessi economici più o meno legittimi o politici che ne sfruttano la libertà. Qui il problema e soluzione, così come per i vari paradisi fiscali, va risolta dalla politica nel stabilre fra i vari stati collaborazione a catturare chi danneggia la libertà altrui: libertà di comunicazione, informazione, accesso alla rete o gli interessi legittimi dei singoli utenti con il proprio comportamento. Purtroppo questi possono essere anche non solo i privati cittadini ma come nel caso della censura alcuni stati sovrani (caso Cina Google). Verso il singolo utente manca spesso una garanzia contro il Digital Divide, in Italia legato alla mancata adeguatezza dell’infrastruttura legata spesso a motivi di marketing a scapito del servizio. Oppure verso una difesa efficace contro le truffe telematiche: Phishing ad esempio (ogni giorno arrivano spam da banche o soc di carte di credito e su questo forse a livello polizia telefonica potrebbe essere fatto) nell’individuare e bloccare i siti (spesso dai paesi dell’EST) o delle altre truffe (tipo le Nigeria).
Forse ho dato alcuni spunti. alla prossima alcune proposte. La prima è quella di diffondere ilpiù possibile l’esistenza di questo sito e di questo progetto, io pur internauta abbastanza informato lo sono venuto a conoscere solo oggi 17/9!
Buon lavoro
Gabriele
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