Per costruire una governance di Internet credibile e partecipata è fondamentale seguire un approccio “bottom up”: è questo il modo con il quale la Rete ha funzionato fino ad oggi.
Abbiamo così deciso di raccogliere e sistematizzare le esperienze e le prassi che si sono affermate sulla Rete al fine di individuare punti ideali di equilibrio, in analogia a quanto fece il giurista sardo Domenico Azuni che raccolse leggi, usi, consuetudini, ordinanze e decisioni consolidate per la navigazione sui mari dell’Europa di inizio ‘800.
Il primo passo da compiere per dare avvio all’operazione “Codice Azuni” è dare voce agli utenti della Rete per condividere come “orientarsi” sulla Rete.
Con il documento“Codice Azuni versione Beta”, il dibattito sulla governance di Internet è da oggi (e per un mese) aperto a tutti coloro che sono interessati a contribuire alla riflessione sulle problematiche, sulle sfide e sulle opportunità che Internet pone.
Renato Brunetta
(Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione)
Precisazioni:
- Come descritto nei documenti, l’obiettivo dell’iniziativa non e’ fare nuove norme ma costruire una tassonomia dei problemi percepiti e delle opportunita che offre la rete e successivamente una mappatura delle relative best practices mondiali.
- Questa non sara’ l’unica consultazione pubblica in materia, ma solo un primo passo per affinare strumenti e metodi raccogliendo feedback dalla rete.

















Io lo vedo oggi 4 agosto 2010. 30 giorni in pieno agosto per partecipare ? È gradito poi sapere chi ha scritto il testo e dove è il testo (con ipad non si vede) beta di cui si parla.
Dai tempi di fidonet (oltre quindici anni) raccolgo orientamenti, leggi, sentenze, novità, dizionario: pensate si possa collaborare in 30 giorni ?
Buon lavoro,
Dott. Spataro Valentino
Bè, si potrebbe almeno provare, di certo non serve a niente lamentarsi e basta.
giù le mani da internet
con l’ipad è già tanto che vedi il sito
in realtà una buona parte del lavoro l’ho fatto con l’iPad, dato che ero in un posto dove non c’erano computer e la visualizzazione mi sembrava molto buona, mi dici per favore i problemi che hai avuto con iPad così vedo come risolverli?
Ciao wolly, ottimo lavoro il tuo. Sto cercando di scaricare il codice per leggeremelo comodamente, o almeno una pagina comleta di tutto, magari con un link nella colonna di destra, invece vedo tante presentazione ma non ho trovato il testo completo. La connessione lenta mobile dal mare fa desistere facilmente, ho visto altri commentare il testo, ma un link diretto ede evidente ssarebbe utile. Ciao e grazie del tuo lavoro
Al momento non è previsto il documento in PDF da scaricare però è un ottimo suggerimento che passo subito a chi di dovere.
Il documento è comunque fedelmente riportato per intero qui su azunicode.
Ciao
W.
Grazie ancora wolly per l’aiuto. Credo di avere capito che i vari post con introduzione e domande (che leggo anche con ipad) sono l’attuale contenuto del codice. Mi aspettavo qualcosa di diverso, un testo già con una qualche struttura, o un forum come dice Stefano.
Non posso che augurare che con il contributo tuo e di altri che conosco si arrivi a qualcosa di più sostanzioso, ringraziando chi comunque si è fatto in quattro per aprire alla rete. Ma è come dire: scriviamo le istituzioni di Gaio in 30 giorni. Devo sperare e vado a contrribuire.
Il primo problema è che dall’elenco delle questioni da affrontare manca una delle più importanti: il superamento del digital divide.
In un paese:
- dove la banda larga non raggiunge molte località
- nel quale la diffusione della cultura informatica (a partire dalla classe dirigente) soffre di un ritardo ventennale
- secondo i dati ITU ultimo nella diffusione della rete broadband tra le prime 30 economie del mondo,
la prima questione da affrontare è quella della diffusione della cultura della rete (a partire dalle scuole e dalla PA) e della rimozione degli ostacoli di connettività (xDSL) e normativi (v. legge “Pisanu”) che impediscono al nostro paese di raggiungere i livelli medi di utilizzo europei.
Quoto totalmente.
)
E’ il primo dei grandi problemi, quello che ci porta ad essere fanalino di coda in europa. Un diritto sancito dalla Comunità Europea quale l’accesso alla rete nelle mani di poche subdole entità fiscali che tentano di lucrare su ogni cosa senza alcun controllo reale (authority?
Hanno in mano le infrastrutture (obsolete e tenute al minimo rendimento possibile per garantire l’afflusso di denaro), bloccano la possibilità di chi non ha sufficiente esperienza con i mezzi tramite una totale mancanza di trasparenza e un servizio totalmente assente o scadente e sono parte stessa delle maggiori truffe a scapito degli internauti italiani (dialer? servizi a pagamento coatto per download di materiale inutile mascherati in ogni modo per essere ingannevoli? Quando provi a venire a capo di uno di questi casi finisci sempre per arrivare ad una co-propietà o una subordinata delle solite note…).
Nel 2010 l’accesso alla rete dovrebbe essere semplice come accendere la tv…non una lotta alla sopravvivenza basata sul fatto di avere l’amico smanettone…
Concordo , in Italia è quasi impossibile fare dei discorsi seri sui servizi internet se prima non si da la possibilità alla base (formazione e strumenti di accesso) di fruire della rete stessa.
Il problema sempre in Italia , leggi , proposte, codici tutti teoricamente utili ma praticamente inattuabili.
La PEC sarebbe una grande cosa in un altro Paese in Italia è solo un intralcio e un costo.
like
Il problema del digital-divide è strettamente legato ai tentativi di stringere le maglie. Penso che internet possa essere uno degli strumenti in più per poter non solo esprimere la propria opinione ma anche di costruirsela.
Bravo Carlo–
preciso e puntuale.
Mi pare che la rete funzioni piu’ che bene senza bisogno di alcun intervento, che non potrebbe essere che peggiorativo del funzionamento della rete stessa.
Però anche la non regolamentazione va regolamentata, altrimenti ogni mese qualcuno potrebbe pensare di regolamentare qualcosa. Non so se mi sono spiegato
Così descritta, l’iniziativa sembra partire con il piede giusto.
Una prima osservazione riguarda proprio il dibattito, dichiaratamente aperto “da oggi (e per un mese)”. L’auspicio è proprio quello di non vedere chiuse, tra un mese, le porte di questo dibattito. Proprio perché ci troviamo in un mese in cui l’attenzione degli utenti italiani viene meno per via delle vacanze estive, sarebbe forse stato opportuno non porre come limite temporale un orizzonte così vicino (e prossimo all’Internet Governance Forum di metà settembre). Al massimo considererei delle tappe, degli appuntamenti (come appunto l’IGF), ai quali presentarsi con contributi costruttivi e linee guida.
Per conto mio, al giorno d’oggi, una governance di Internet non può più escludere o ignorare l’utilità di un approccio focalizzato sui principi della net neutrality (richiamati qui: http://www.nnsquad.it/neutralita.php) che – pe r fare due esempi – negli USA rientrano come obiettivi primari dell’attività della FCC e persino il Cile ha riconosciuto nella propria legislazione.
Sull’argomento ho già proposto qualche riflessione in questo post: http://biagiocarrano.blogspot.com/2010/07/diffamazione-via-web-quando-il-blog-non.html
Il sito e’ stato fatto agratis da Wolly. Si poteva fare qualcosa di perfetto testando su ogni piattaforma, con ogni browser, ma non sarebbe stato possibile farlo senza un budget…
BTW, per iPad suggerisco il browser Atomic Web Browser. un alrto pianeta rispetto a safari.
Buon consiglio, ma io lo leggo partendo da twitterrific, ora provo. So che è wolly l’ha fatto gratis, e so che è bravo. Ma qualcuno dà ad un imbranato come me un link che non sia una introduzione senza il link al testo, ma il testo completo ?
in più di uno abbiamo suggerito di farlo. sperem. vorrei aggiungere che nessuno di coloro i quali parteciano al tavolo di lavoro 20 persone, sono retribuite per questa partecipazione, non il cnr che ha messo su server e mailing list, wolly che ha fatto il sito ed io che mi sono offerto per moderare commenti durante il mese di agosto per limitare il turpiloquio
su azunicode.it viene chiesto di mandare suggerimenti, opinioni e indicazioni di quali problemi si sentono e di quali opportunita’ si vedono.
un paio di esempi ricorrenti: dire che i dati delle amministrazioni pubbliche (cartografia, mappe, ecc) devono essere pubblicati gratuitamente su internet. dire che i dati sanitari delle persone sono di loro proprieta’ e devono essere accessibili via rete
tutto qui.
l’obiettivo e’ conoscere i temi di interesse per poi fare una recensione di come sono o non sono regolamentati nel mondo.
costituire una raccolta che possa servire di riferimento a chi intende proppore norme che toccano la rete. Ovvero che il parlamentare che verra’ eletto alle prossime elezioni e, come suo diritto, potra’ presentare una norma, possa in un colpo solo sapere cio’ che accade nel mondo. (come dire, dare strumenti per informarsi prima di fare proposte).
Certo, il tempo e’ poco, ma questa prima fase serve per avere solo delle idee e rodare metodi e strumenti. ci saranno altre iterazioni pubbliche.
Le mail vanno mandate a rfc@azunicode.it e bastano cose semplici tipo “liberalizzare il modding delle console” o “garantire la neutralita’ della rete” o “pubblicare i dati pubblici”…
Keep it simple…
@Stefano: per quello bastava un sondaggio a risposta chiusa
vero, ma rischiavano do perdersi qualche buona idea..
Stefano, dai tempi di fidonet Cammarata e Monti prima ed io dal 1992 raccogliamo leggi, sentenze, contratti, prassi, novità e commenti, e sono online.
Si può partecipare in 30 giorni ? Per dire cose che su punto informatico vengono ddette ogni giorno ? E senza sapere per quale fine verranno usate le informazioni, magari per mettere altri vincoli come è stato fatto fino adoggi ?
Ci sono persone motivate a fini positivi come mellica e altri, ma se niziamo ad aprire per 30 giorni in agosto, scusate, ma google ha fatto bene a segnalare via twitter l’iniziativa chiedendo cosa ne pensiamo, invece che entrare nel merito.
io spero proprio che dopo i 30 giorni si vada avanti come detto nell’ultima riunoine, questo e’ il primo saluto di una conversazione che deve durare mesi (io spererei che i commensali non si mandino a quel paese).
Sono d’accordo che i temi si trovano trattati tutti i giorni su giornali e archivi di specialisti, ma questo vale per tutti gli argomenti su cui viene fatta una consultazione pubblica, no ?
Cioe’ l’idea che sta dietro questo sito e’ quello di tenerlo aperto per 30 giorni per avere suggerimenti da chi la rete la usa, giusto? Per fare questo il Ministro ha:
1 – dato 30 giorni di tempo dal 4 agosto al 4 settembre.
2 – creato un sistema col quale nessuno puo’ vedere cosa suggerisce l’altro.
3 – ci si basa su idee di fondo, senza nessun riscontro con quello che adesso le leggi prevedono e come si vogliono modificare.
4 – non c’é alcuna possibilita’ di feedback, dopo 30 giorni, dato che tutto va via mail, potete decidere quello che volete dicendo che tutti erano d’accordo.
Tutto questo e’ abbastanza ridicolo. Comunque, copio e incollo qui i suggerimenti/auspici che ho proposto nella mail che vi ho mandato (e chissa’ se mai leggerete):
1 – abolizione di tutti i reati legati allo scambio di materiale in formato digitale via P2P che sia video, audio o altro
2 – totale cancellazione del Copyright per le opere che vengono immesse in rete
3 – abbolire i costi legati ad Internet, renderlo, di fatto, accessibile a tutti
4 – abolire qualsiasi possibilita’ di multe o ritorsioni legali per le notizie che vengono diffuse via Internet
Saluti e baci
Questa è la pagina dove puoi vedere tutte le mail che vengono spedite: http://mail.azunicode.it/pipermail/rfc/ e qui trovi tutte le istruzioni per discutere: http://www.azunicode.it/discussioni-e-contributi/
hai ragione Stefano–
questo è semplice abbastanza?
http://www.dicorinto.it/temi/open_source/free-hardware-foundation-il-nostro-manifesto
Buongiorno, il contesto è un pelo differente, Napoleone poteva permettersi di fare un codice del genere perchè era padrone dell’Europa. Le condizioni dell’Italia moderna mi sembrano “diverse”. La data di presentazione di un documento del genere è quantomeno sospetta. Invece di spendere i soldi per il digitale terrestre dovevate creare una rete moderna.
Allora mischiamo tutto, anche l’Open Data. Mi sembrano idee davvero chiarissime da queste parti. E vabbè!
La filosofia del web 2.0, spostando il focus informativo sull’utente anzichè sul web master ha avuto come effetto l’aumento esponenziale del contenuto informativo.
Sarebbe in pratica come avere un grande continente del quale non si ha una mappa precisa. Il web 3.0 con un aspetto che è il web semantico dovrebbe risolvere questo problema con un insieme di tecnologie che ci aiutano a formalizzare accesso a risorse, ontologie ecc…
E’ chiaro che se si parla di “orientarsi nei mari di internet”, di navigazione sicura..quanto meno devo avere una mappa semantica. Come AzuniCode si prefigge di supportare questo processo ?
Buongiorno e grazie,
lascio qualcuna delle mie riflessioni personali.
0) Magari lasciare aperta la possibilità di intervenire fino alla fine di settembre non sarebbe male..
1) Credo che la politica si dovrebbe adoperare per permettere a TUTTI di navigare con la banda larga (tanti cittadini sono ad oggi esclusi), e per diffondere il più possibile la cultura digitale. Ma magari il tempo farà tutto da solo.
2) Secondo me la Rete si autogoverna già bene così com’è.
3) Tutti i dati pubblici dovrebbero essere fruibili on-line da tutti, sarebbe bellissimo, compresi i redditi delle persone fisiche etc. etc. etc..
4) Tutte le richieste (TUTTE) che facciamo alla Pubblica Amministrazione dovrebbero essere inoltrabili via internet, e le risposte dovrebbero arrivare, in un tempo accettabile nello stesso modo.
Per la marca da bollo possiamo usare le carte di credito, e per farci riconoscere anche (insieme al CF, tesserino sanitario, etc.).
Eventuali feed-back che non potessero esserci inviati on line, come documenti etc. (Carta di identità o Passaporto, per esempio, ma sono infiniti…), potrebbero esserci spediti a casa via posta normale, magari sempre a nostre spese, tramite assicurate.
In altre parole, personalmente non vedo motivi per fare ancora la fila davanti a degli sportelli pubblici, se non magari per farsi fare il prelievo per gli esami del sangue…
Il tutto è già ampiamente “fattibile” dal punto di vista della tecnologia.
Occorrono solo la volontà politica e quindi la forza politica per metterli in pratica..
per come la vedo io è solo uno specchietto per le allodole, idealmente lodevole certo…
ma mi sembra di vedere troppo facilmente e troppo chiaramente quello che succederà a settembre (o giù di li). Il ministro brunetta, con il suo bel faldone di carte ignote dichiarerà di aver consultato “Il Popolo Sovrano” per sapere come voleva fosse gestito l’argomento, e dopo questa fantastica dichiarazione altisonante proporrà il solito tentativo liberticida di azzoppare internet come ne abbiamo visti decine in questi anni (da Carlucci a D’Alia, ecc.)
Questa volta è solo più subdolo… perchè quando gli si dirà “neanche nello Zimbabwe!!” (cit.) lui fieramente risponderà che è quello che vogliono gli italiani…
la cosa veramente triste è che nel casino politico che ci sarà nel prossimo autunno tutto questo potrebbe anche passare qquasi inosservato… tremate gente tremate…
Marco
Oppure nel “casino politico che ci sarà nel prossimo autunno” tutto questo potrebbe finire in nulla … nel bene e nel male …
Perché fare un codice Azuni quando le regolamentazioni della rete ci sono già? Progetto GNU, Lawrence Lessig, Neutralità della rete?
Concordo con Marco: magari è un mio limite, ma proprio non riesco a capirne l’utilità
ci sono, ma non hanno valore legale, quindi in una causa non reggono.
la neutralità della rete, ad esempio, non è proprio prevista negli ordinamenti europei. potresti proporlo!
o anche, perchè non proponi di promuovere l’uso dei creative commons nella PA ?
Le consuetudini si possono portare in tribunale, e hanno valore.
Sono le camere di commercio a codificarle.
La creative Commons ha valore legale in quanto è basata sul diritto internazionale.
Per affrontare questi temi sono necessari centri di ricerca come accade negli USA, in India, in Corea. Google non nasce da sè e nemmeno le Creative Commons.
Giù le mani da Internet
ùiG el inam ad tenretnI.
Perchè per contribuire si deve inviare una email? Non sarebbe meglio un dibattito aperto o meglio ancora una wiki dove i vari utenti aggiungono, correggono, sistemano quello che in futuro potrebbe diventare un regolamento dell’uso di internet in Italia? In questo modo non c’è trasparenza e condivido in parte le preoccupazioni espresse da Marco, ovvero questa iniziativa può poi essere usata come scusa per fare alcuni provvedimenti senza che questi vengano effetivamente analizzati e discussi pienamente. Propongo pertanto di sostituire alla email una wiki.
Grazie
Andrea
io pensavo a un forum…
D’accordo che la raccolta di email non è u sistema partecipativo, ma IMHO forse i forum sarebbero troppo dispersivi. Nessuno legge oltre pagina 3, e data l’attrazione che un progetto come questo avrà senz’altro in tutti i bimbitroll agostani, io vedrei meglio il wiki. Ove poi uno — se vuole — può sempre andarsi a leggere la discussione, ma almeno chi cerca un’informazione — o lo status di un argomento — trova subito quel che serve.
my 2c, of course.
Solo chiacchiere, molte chiacchiere. Sulla rete non c’è nulla da dire in Italia…La rete, in Italia bisogno solo farla…visto che l’infrastruttura esistente è patetica. Forse per non disturbare le reti Mediaset che sarebbero rese obsolete in un batter d’occhio se vi fosse una infrastruttura di rete nella penisola tecnologicamente accettabile….
Si pensi alla rete, che i contenuti, di qualità e selezionati, arriveranno automaticamente.
Che diamine. Giu’ le mani! Siamo su internet, anche se e’ agosto non siamo come i politici pigroni che non fanno nulla. Dobbiamo dire la nostra e no non fare nulla (scusate per la doppia negazione) perche’ siamo in vacanza e fa caldo e non ci va di riflettere su certe cose, ma solo al mare… Loro puntano su questo cosi’ che poi fanno quello che gli pare affermando che avevano chiesto la nostra opinione e nessuno si era fatto vivo… NON lo dobbiamo permettere. Altrimenti con questo governo si finira’ come in Cina… ovviamente se daranno bada ai commenti degli internauti… Vedremo dai media quanto pubblicizeranno questa “cosa”. Se non ne sentiremo parlare, significa che non vogliono far spargere la voce; é allora che dobbiamo intervenire noi, magari con un boato da farci sentire anche dai sordi o peggio (“non c’e’ peggior sordo, di chi non vuol sentire”).
Ed ora vediamo entro 30 giorni quanto “parleranno” di questo.
Buona giornata a tutti.
Ma è possibile che in pieno agosto si vuole fare una legge di questo tipo? L’unica spiegazione è che ancora una volta si vuole bloccare la rete, unico mezzo veramente libero e democratico.
Questo governo, che purtroppo io ho votato, sta facendo di tutto per salvare i suoi amici e bloccare la libera informazione altrimenti la gente potrebbe conoscere le porcate che hanno fatto e sicuramente stanno facendo!
Andatevene a casa!
quale legge ?
La governance (da quale pulpito poi arriva la predica!) di internet è la non-governance.
se c’è una cosa che in questi anni ha funzionato benissimo, che è cresciuta al di là di ogni aspettativa e che ha avuto un successo inimmaginabile è internet.
Uno dei principali motivi di questo successo è proprio la mancanza di una governance, se per venti anni è stato tutto così perfetto perchè dobbiamo avere una governance?
La rete sa gestirsi da sola è un microcosmo (non tanto micro) autosufficinte che funziona seguendo le impietose regole dell’evoluzione.
Il meno adatto muore.
Qualunque tipo di governance verrebbe bypassata in pochi giorni rimarrebbe relegata in un angolino a regolare quelli che non hanno necessità di essere regolati gli altri continuerebbero a fare quello che facevano prima.
Regolare internet non è difficile, è inutile
Un esempio di cose che sicuramente richiedono una armonizzazione a livello mondiale, ma prima ancora una riflessione, sono state ad esempio dette da Schmidt, il capo di Google l’altro ieri:Le persone non sono pronte per la rivoluzione tecnologica, occorre vera trasparenza, si dovrà eliminare l’anonimato. guardando le tue mail possiamo predire dove andrai, analizzando le tue foto sappiamo chi sei.
Non che abbia la verità in tasca, ma è pur sempre il capo della più potente azienda del mondo, quella che analizza ogni soffio su internet. Io lo trovo vagamente preoccupante e, btw, non mi è stata chiesta la mia opinione/voto in occasione della sua nomina …
p.s. svelata una massiva manipolazione dei risultati di digg.com qui..
LASCIATE STARE INTERNET!!! L’UOMO NASCE LIBERO E INTERNET E’ ORMAI L’ULTIMO POSTO DOVE SI PUO’ ESSERE LIBERI!!!
Mi piace l’idea che tutto ciò accada proprio ad agosto. Non vedo ragione sensata per la quale l’anno debba durare undici mesi ed agosto non possa essere un mese come un altro per partecipare e contribuire.
vorrei capire se esiste una bozza del testo o se il sito serve a crearne una…
Cose da fare, in ordine di priorità:
1. Cestinare il decreto Pisanu che obbliga la schedatura di chi usi postazioni internet pubbliche.
2. Diffondere su tutto il territorio italiano la banda larga.
3. Emanare ROBUSTE leggi che tutelino il diritto all’espressione e alla libera circolazione dell’informazione su internet (una buona fonte d’ispirazione può essere l’iniziativa islandese di poco tempo fa).
4. Depenalizzare la condivisione di materiale coperto da copyright a mezzo internet se non è fatta a fine di lucro.
pls manda a rfc@azunicode.it
Progetto lodevole nell’idea ma inutile nella pratica. Non porterà a nulla.
Se si vuole VERAMENTE costruire una governance di Internet credibile occorre creare un gruppo di lavoro FOLTO di soli GIOVANI, gente FRESCA e NUOVA che ha già dimostrato le proprie conoscenze in anni di lavoro in tutti i rami della rete. E un po’ di tempo per il confronto.
Per legiferare il web bisogna conoscerne a fondo ogni aspetto e viverlo da tempo.
Ecco perché non vanno bene i politici di professione, ma men che meno può farlo “chiunque altro”.
Non ha senso discutere in così breve tempo un argomento tanto vasto.
Per fare una leggina di due righe in Italia si impiegano anni e per discutere come regolamentare uno strujmento di comunicazione come internet un mese?
Ma se in 20 anni non si è riusciti a regolamentare le televisioni…
Inoltre un dibattito aperto avrebbe mille volte piu’ senso di una mailing list chiusa.
Saluti,
Adriano
Buongiorno,
I problemi concettuali e tecnici legati al mancato accorpamento delle basi dati delle forze dell’ordine, a quello dell’informatizzazione del casellario giudiziale, nonchè le criticità presentate da servizi voluti dal Governo quali social card e carta di identità elettronica palesano a mio avviso una incapacità nel metodo di analisi, ovvero nel cogliere nella loro interezza tutti gli aspetti insiti nell’offrire servizi e soluzioni realmente funzionali su scala sociale.
Aprire un tavolo di discussione estivo su temi così ampi e tanto delicati come quelli proposti, arrangiati su una bozza che sa di bizantino, avvalora ahimè l’impressione che un’iniziativa aperta al pubblico, e che pertanto considero in linea di principio considero lodevole si possa tuttavia sintetizzare in una “allegra” boutade da campagna elettorale, del tipo di quelle cui da qualche tempo siamo abituati e che ancora una volta rischia di minare autorevolezza e credibilità di chi dovrebbe amministrare questa Governance.
La mia proposta/commento è quindi che l’iniziativa nata in questi giorni continui non solo per tutto Settembre ma che vada ben oltre, che la partecipazione sia la più ampia possibile e vada ad arricchirsi dei contributi dati dai meeting internazionali che certo non mancano.
Aggiungo che la E-democracy può anche essere poco forma e molta sostanza.
Grazie,
Mirco
ma oltre al “bla bla bla” e al far spedire improbabili mail, a che serve questo sito?
un buco nell’acqua…
qui puoi vedere tutte le mail che vengono spedite: http://mail.azunicode.it/pipermail/rfc/ e qui trovi tutte le istruzioni per discutere: http://www.azunicode.it/discussioni-e-contributi/
Qui si confondono vari aspetti. Forse è per quello che si usano parole inglesi: non sapendo di preciso di cosa si parla, si cerca di confondere le idee usando termini volutamente vaghi.
Una cosa è il governare della rete (e non “governance della rete”). Sotto questo aspetto, penso che l’unica cosa sia, per ora, di garantirne l’accesso a tutti (vedi Svezia) e di garantire la continuità del servizio.
Un’altra cosa è come gli enti pubblici dovrebbero usare la rete. Ma quello è questione di buon senso! C’è una legge che obbliga un ente pubblico a rispondere ad avere un telefono e a rispondere ? Non penso (spero almeno che non ci sia…). È il buonsenso che dice loro di usarlo. E allora usiamolo il buonsenso! Basta fare leggi inutili!
Un’altra cosa ancora è la sicurezza delle reti private e dei propri pc. E qui non c’è codice che tenga.
Infine, per quel che riguarda chi i soldi li fa vendendo i servizi di connettività (ovvero i portatori di interessi economici, ovvero i fantomatici stakeholder), per loro si che ci vorrebbe legislazione: al primo dossier o registrazione non richiesta da un giudici, subito in galera!
Direi che non manca altro….
Noto che l’iniziativa sembra essere basata su buone premesse. Perplessità desta il mese scelto durante il quale di solito, in Italia, non si pianta chiodo.
come già scritto ed ora ribadito in home page questo è solo l’inizio.
ciao
w.
l’attenzione alla rete di questi ultimi anni è francamente un pò sospetta, essa segue un primo momento in cui i poteri economici e politico non avevano ben compreso la portata rivoluzionaria che avrebbe impresso al mondo della informazione: la possibilità resa a chiunque di portare alla luce il proprio pensiero, le proprie opinioni, di far conoscere con pochi clic e, cosa più importante senza alcun reale investimento, le riflessioni e le analisi dei più avveduti che altrimenti non avrebbero trovato ascolto soffocati nel quotidiano dei luoghi comuni e dal conformismo.
Che cosa c’è di pericoloso sulla rete per l’utente comune o meglio, per l’uomo comune? Niente di più che i pericoli dai quali deve guardarsi per strada: frodi, furti, pedopornografia e poco altro ancora di significativamente grave. Ma l’utente comune da questi pericoli ha già imparato a difendersi. Ed allora perché quest’ansia di “governance” della rete? Da dove viene e chi la promuove? La risposta è semplice ed è testimoniata dalla proprietà di questo stesso ciberspazio sul quale scriviamo che si sforza di far apparire come impellente problema sociale da risolvere quella che invece è solamente una propria urgente necessità d’irregimentare, di orientare, di controllare, di impedire, di esercitare quell’ascendente di un tempo sulla opinione pubblica che oggi grazie alla rete universale non riesce più a proporre e che prova a qualificare in modo diverso come “partecipazione”. Ma noi già partecipiamo anzi, siamo gli attori protagonisti con i notri forum, i nostri blog che sfidano le leggi della partitocrazia corrotta, che sviscerano i problemi della nazione meglio di quanto fanno i commentatori prezzolati dunque è chiaro che non è interesse nostro, della società civile mettere bavagli alla rete ma è solo ed unicamente di quei potentati che da essa si sentono smascherati e minacciati. La stampa, i mezzi di comunicazione di massa un tempo formavano e strumentalizzavano il consenso ed erano e sono nelle mani di pochi o da questi pochi assoldati con le facili elargizioni pubbliche sotto forma di incentivi oggi invece, la muraglia che chiudeva in un recinto il popolo comincia a sgretolarsi, messa giù dai commenti e dalla controinformazione dei blogger perché la verità è l’unica capace di smentire la menzogna. Non sono reali i pericoli che prefigurate e non sono credibili le ansie e gli affanni che mostrate per difenderci da internet. Quello che vi preme è riassumere il controllo, riprendere le redini tra le vostre mani della informazione, fare in modo che anche la rete diventi il vostro mezzo di reclame. Le regole da rispettare già sono previste dai codici e sono troppe anzi, semmai avesse un problema internet è quello di cancellare le ridicole ed anacronistiche leggi sulla stampa e sull’ordine dei giornalisti che sanzionano chi fa informazione non professionale, di fatto già abrogate dai milioni di clic dei nostri mouse.
Internet è qualcosa di straordinariamente dinamico che è difficile sostanziare una governance se non si cerca di capire cosa sarà internet fra x anni..In Italia non abbiamo l’abitudine di pensare a “cosa saremo tra 5 o 10 anni”. Intanto mi preoccuperei di supportare l’uso e la crescita di internet, dando a tutti la possibilità di usarlo, di sviluppare idee in cambio di un costo alla portata veramente di tutti. Internet è un fenomeno sociale e deve essere quindi un servizio sociale come anche un laboratorio di idee e come tale non va ingabbiato, le idee non è possibile ingabbiarle pena l’impoverimento della specie. Inoltre il web sarà come detto qualcosa di profondamente diverso dall’attuale, mi piace usare questa frase “quando il web sarà un vestito”, proprio cosi il Web lo indosseremo, a quel punto tra persona e web la distanza anche giuridicamente parlando sarà qualcosa di diverso dall’attuale. Già oggi è sciocco limitare l’uso del web in ambito lavorativo, allora si dovrebbero sequestrare anche i telefonini all’ingresso, il problema semmai è motivare le persone al lavoro, se non sbaglio il problema esisteva già prima del web e dei cellulari no???!! Un altra accortezza è mettere al “centro” la persona, internet come fenomeno Psico-sociale quindi, come spazio di relazioni, di narrazioni e di co-costruzione della realtà. Troppo spesso in molte aziende e ancor piu P.A. si spendono soldi per mega proggetti, internet, intranet, comunicazione interna..ma ci si scorda che il tutto non solo finisce ma INIZIA con le persone! Una cosa che si dovrebbe fare è educare le persone al web, è un mondo cosi vasto che spesso rimane sconosciuto e navigare uno spazio sconosciuto piu’ essere inutile e anche dannoso. Internet è globalità agire sul piano locale per regolamentare può portare solo a fare brutte figure e poi come dicevo, regolamentare chi cosa che? L’uomo ha sempre paura di ciò che non conosce ma tale paura non va utilizzata per scopi liberticidi, noi in Italia abbiamo le menti creative per produrre benessere dalla rete, non cassiamoci da soli tale possibilità.
Per proporre anche qualcosa sul piano concreto basterebbe iniziare a rendere Network la Pubblica Amministrazione non solo centrale ma anche locale. Se faccio via email una segnalazione ad un ufficio del mio Comune mi arriva spesso la risposta che il problema da me segnalato è di competenza di un altro ufficio..ma come…non possono inoltrare loro stessi l’email evitando al cittadino di riformulare la richiesta e di perdere altro tempo??? Oppure, scarico dal sito del mio Comune i moduli per la richiesta di un certificato poi vado all’ufficio competente e mi sento dire che devo comprare una marca da bollo che la vende solo il tabaccaio (che magari è pure chiuso) e poi un altro balzello lo devo pagare facendo la fila al piano di sopra!!!!!!!! In sintesi prima Organizzare!
Per quanto riguarda la regolamentazione vi sono tantissimi aspetti, uno può essere quello degli accessi, si possono stabilire regole a livello internazionale sulla identificazione in fase di accesso alla Rete, dopo di che pero’ va lasciato spazio e libertà alle libere iniziative perchè il web è ormai parte della nostra libertà. Importante è anche l’aspetto della reputazione che il web crea delle persone e qui è da porre l’attenzione su quanto rimane archiviato nella rete, elementi, storie, azioni che potrebbero essere riutilizzate creando nuove reputazioni e personalità. Sono aspetti Psico-socio-tecnologici. Vanno affrontati a mio parere da più punti di vista e unendo piu’ competenze sinergiche ma come accade nella vita “fuori dal web” i grossi guai di solito non li combinano i semplici cittadini, nel senso che non è colpa del singolo se un motore di ricerca come google può orientare le idee e le azioni della gente coi suoi algoritmi di ricerca…Ecco vanno forse regolamentare e rese trasparenti certe situazioni legate al grande business legato alla Rete.
E’ vero, agosto non è il mese migliore per svolgere un’attività di confronto, molti hanno il cervello sotto l’ombrellone, eppure ritengo che, per un tema così importante come “le linee di governance della Rete”, sia utile collegare i neuroni e lasciare traccia al Ministro Brunetta di ciò che gli utenti di internet evidenziano sulla scorta della loro esperienza.
Questo è il minimo sindacale, Massimo.
Per fortuna il ministro ci è appena arrivato. Di internet governance ci occupiamo da anni e le pietre angolari di questa cosa le abbiamo già messe con Rodotà e Cortiana. Poco conta se Brunetta sarà ancora in carica per occuparsene propagandisticamente l’anno prossimo. Ci vediamo a Vilnius, là parleremo al mondo delle deficienze del nostro (nostri) governi sul tema.
SUGGERIMENTO PER IL WEBMASTER: ORDINARE GLI INTERVENTI CRONOLOGICAMENTE IN MODO DECRESCENTE PERCHE’ IL PIU’ RECENTE RISULTI IN ALTO SUBITO VISIBILE ED IL PIU’ VECCHIO IN BASSO LEGGIBILE SCORRENDO CON LO SCROLL.
vi riproponete di regolamentare la rete e non avete imparato ancora il SUO ABBECCEDARIO…
Ogni suggerimento è sempre bene accetto. La scelta è stata fatta secondo gli usi della rete, infatti la stragrande maggioranza dei siti hanno la pubblicazione degli articoli in ordine inverso e cioè l’ultimo articolo per primo mentre i commenti invece sono in ordine naturale e cioè dal primo all’ultimo in modo da permettere di seguire la conversazione. Come avrai notato i commenti sono anche nidificati e sarebbe decisamente assurdo leggerli al contrario. Purtroppo alcuni grandi quotidiani hanno adottato il sistema che tu garbatamente suggerisci rendendo di fatto impossibile seguire il filo della conversazione, come anche youtube, il che è fatto per evitare qualsiasi conversazione cosa che invece qui si vuole incentivare.
Si può anche mettere un semplice bottoncino per selezionare tra “visualizza dai più recenti” e “visualizza dai meno recenti”.
La stragrande maggioranza dei siti d’informazione esteri hanno questa possibilità di selezione.
Ma evidentemente in Italia si è poco abituati a lasciar scegliere l’utente…
Se vuoi sei libero di rifare tutto te, mi mandi il codice e io lo metto online.
Non prendo mai i siti di informazione come esempio perchè utilizzano logiche vecchie e superate, io seguo altri tipi di siti ma, de gustibus …
PS: è Abbecedario non ABBECCEDARIO cfr. http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/A/abbecedario.shtml
Forse applicare la netiquette almeno qui sarebbe auspicabile!
“Non essere intolleranti con chi commetta errori sintattici o grammaticali. Chi scrive è comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettività.”
http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette
Gentilissimo Roberto Dadda, come avrà potuto notare il commento è scritto tutto in maiuscolo e come da punto 4 del link che lei ha messo, significa urlare ed è pratica non suggerita. Il commento poi si conclude in modo molto chiaro e la risposta è alla chiusura del commento e quindi perfettamente in topic e non è intolleranza verso chi commette errore sintattici o grammaticali, infatti leggendo tutti i commenti si acccorgerà che ci sono errori, typo e altro e in nessun caso è mai stato fatto notare.
Qui invece, ribadisco, è in topic con il commento.
Il topic del commento è la C in più in una parola.
Nella mia mente semplice il topic mi sembra l’ordine dei commenti, ma forse mi sbaglio…
Sento comunque rumore di unghie su vetri insaponati!
E’ vero che non è nella netiquette scrivere tutto maiuscolo, ma non lo è nemmeno correggere errori di battitura, sopratutto citando con una certa spocchia un vocabolario.
dadda
Gentilissimo Roberto Dadda, come senza dubbio avrà notato il commento termina con pesanti apprezzamenti sulla preparazione con spocchia e maleducazione, quindi la risposta è in topic.
Non vorrei che lei confondesse netiquette con il diritto di insultare senza che chi viene insultato abbia diritto di replica.
Cordiali saluti, ora la lascio solo nella navigazione del sito alla ricerca di errori che spero voglia segnalare in modo da poterli correggere, devo uscire.
Continuo a non capire come possa essere topic la correzione ortografica, sul resto sono assolutamente d’accordo ed io sarei stato anche più duro perché si può dire tutto, ma con il dovuto garbo come, me lo concederà, faccio sempre io.
dadda
In tutta onestà, non me la sento di darle ragione sul fatto che lei utilizzi garbo nei suoi interventi ma, ovviamente è solo una mia opinione.
Chiedendomi però un intervento personale e rispondendole abbiamo violato la netiquette che chiede di evitare dicussioni personali che non interessano agli altri, chiedo quindi scusa a tutti e mi riprometto di non cascarci più.
Questa è la seconda volta in una mattina che vengo offeso su un sito ministeriale, credo cominci ad essere troppo!
Vorrebbe codesto ministero per favore indicare dove io mi sarei espresso, anche a fronte di pesanti e pubbliche offese, in modo meno che garbato?
Credo sia un mio diritto…
Se è una “mia opinione” perché mai parla al plurale?
dadda
PS Infatti io non ho mai espresso alcun parere personale, è codesto ministero che vergognosamente continua a muovere assurdi attacchi personali!!!
Lo Stato dovrebbe preoccuparsi di internet vedendolo solo dal lato front-end, ovvero creare strutture in grado di fornire servizi. Certificazioni, richieste, visite mediche, ecc… Fornire accesso a reti intranet della pubblica amministrazione in modo da non vincolare l’accesso ai servizi solo ad una connessione internet. Rendere obbligatoria una risposta via mail (la pec che l’abbiamo fatta a fare?) da parte dei funzionari preposti alle risposte da dare alle nostre richieste. Ci sarebbero centinaia di cose intelliogenti da fare!!!
Il lato back-end, allo Stato, non dovrebbe neanche interessare. Siamo in Europa e, semmai, sarà la legislazione europea , più aperta e meno incline alla faciloneria ed al clienterismo tutto italiano, ad occuparsene.
In Italia wikiless diventerebbe da arresto se già oggi c’è qualche luminare del governo che pensa che Repubblica sia il Male. Quintarelli, Bonacina & Co. hanno fatto il loro tempo ormai, è una vita che li si vede e sente ovunque, prezzomolo in ogni minestra direbbe mia nonna. C’è bisogno di prefessionisti capaci, persone che lavorano sul campo non di buricrati della rete come ormai molti che hanno scritto qui sono diventati. Pisano non ha mica partorito quella “cosa” chiamate decreto da solo….si vede lo zampino del nuovo burocratese della rete.
Io non vi propongo un bel nulla, se volete consigli concreti da persone esperte allora vi toccherà spendere qualche soldo, altri soldi oltre quelli regalati a destra e manca a pseduo consulenti. Ah mi firmo, altrimenti qualcuno mi riaccusa come nel caso di Italia.it dove fui uno dei primi a denunciare la mole di pseduo tecnici/in-ingegneri a progetto assoldati per quattro soldi (e quattro voti?).
Saluti
Carmine Massimiliano Battipede
Devo ammettere che il sig brunetta ce la sta
Mettendo tutta ma purtroppo l Italia informatizz
AtA e un utopia io per poter navigare devo usare solo
Il cellulare quando ce campo la dsl e un utopia qui nelle campagne del basso ferrarese la storia si ripete c’è.sempre un Italia a due marce,dirò di più qui siamo sempre in folle
il futuro della rete potrebbe essere questo:
http://seattlewireless.net/
usando la tecnologia WiFi, quella che usiamo per collegare il portatile in un internet cafè, noi potremmo collegarci ad un nostro vicino poi a un vicino del nostro vicino e così’ via costruendo una ragnatela di connessioni da vicino a vicino e magari anche a fare a meno di provider, backbone, e di qualunque tipo di controllo. Si otterrebbe una internet parallela collegata qua e là alla internet tradizionale.
Visto che parliamo di governance di internet, in questo caso che si fa?
Certe scelte simboliche denotano spesso involontariamente la verità. Un giurista ottocentesco viene scelto come simbolo per una regolamentazione di Internet. Chiunque abbia pensato ad una cosa simile dimostra di avere una mentalità davvero ottocentesca. Speriamo che da Azuni non si arrivi al ministro Boggino, tanto caro alla dittatura sardo-piemontese! A proposito… Internet è internazionale e si può regolamentare solo a livello internazionale; vi consiglio di chiudere questo sito e magari di passare il testimone all’ONU.
Giù la mani da Internet!!!
L’hanno già detto ma anche io non ne capisco l’utilità.
Ci si muove per fare un po’ di aria fritta? E va bene.
Sarebbe stato preferibile che un ministro del nostro governo si fosse adoperato per risolvere i problemi relativi all’accesso (uguale per tutti) alla rete e non alla sua regolamentazione che al momento non vedo né urgente e tanto meno utile.
LA RETE DEVE ESSERE COMPLETAMENTE LIBERA. MI SEMBRA CHE IL CODICE AZUNI SIA UN LADESTRO TENTATIVO, TUTTO ITALIANO, DI IMBAVAGLIARE PURE LA LIBERTA’ CHE VIENE DAL WEB.
Per una rete veramente libera ed al riparo delle mire di multinazionali poco etiche e molto avide di dominio servono regole certe chiar e e sopratutto condivise tra chi la rete la costruisce tutti i giorni es i suoi abitanti.
Questo sito ed il codice Azuni sono un grande wd ottimo esempio finalmente italiano che Fara scuola anche all’estero.
Veramente sulla Internet Governance facciamo scuola da tempo: dal 2005 almeno, da quando abbiamo lanciato con Veltroni, Rodotà, Stanca e Gilberto Gil e Cortiana l’appello “Tunisi Mon Amour” che è poi diventato la proposta dell’Internet Bill of Rights.
La stessa idea del Codice Azuni gliel’ha data Rodotà a Brunetta che poco ci capiva e meno si interessava di queste cose, nel 2008.
http://www.dicorinto.it/eventi/conferenze/il-codice-di-navigazione
Complimenti per l’inutilità di tutto ciò e soprattutto per la tempistica (parlo dei 30 – trenta – giorni di tempo e del periodo vacanziero) scelta per aprire sto baraccone. Scusate se non lascio un commento fattivo ma sa caro ministro non tutti sono dei pecoroni.
scusa, sei sicuro di avere letto bene ? le consultazioni non si chiudono con agosto. (in alto nella homepage)
ri-posto qui: Un esempio di cose che sicuramente richiedono una armonizzazione a livello mondiale, ma prima ancora una riflessione, sono state ad esempio dette da Schmidt, il capo di Google l’altro ieri:Le persone non sono pronte per la rivoluzione tecnologica, occorre vera trasparenza, si dovrà eliminare l’anonimato. guardando le tue mail possiamo predire dove andrai, analizzando le tue foto sappiamo chi sei.
Non che abbia la verità in tasca, ma è pur sempre il capo della più potente azienda del mondo, quella che analizza ogni soffio su internet. Io lo trovo vagamente preoccupante e, btw, non mi è stata chiesta la mia opinione/voto in occasione della sua nomina …
p.s. svelata una massiva manipolazione dei risultati di digg.com qui..
Come al solito… arrivano le ferie ed ecco pronto e servito l’ennesimo blitz estivo.
Alle volte vuoi con leggi truffa… questa volta con un altro tentativo di imbavagliare la rete.
Con anche la scusa che, poiche’ non si e’ partecipato, non ci si deve lamentare del risultato.
Ma se non si dice che c’e’ qualcosa a cui e’ importante partecipare e, soprattutto, si fa’ di tutto (organizzando il tutto in pieno Agosto!!!) per tenere la cosa nascosta… be’… fortuna che Internet e’ MONDIALE e che ci sono organi piu’ in alto di quelli del ns paesucolo a cui rivolgersi per difendere e riottenere le liberta’ che ci verranno tolte.
scusa, sei sicuro di avere letto bene ? le consultazioni non si chiudono con agosto.
Ma sono cominciate e si svolgono in agosto… “per un mese” (cito dalla cima della pagina).
Quindi finiscono con fine agosto.
E ne sono venuto a conoscenza solo grazie alla mailing list del mio LUG… non certo per la grande pubblicita’ data all’iniziativa (che invece ne avrebbe necessitato eccome!!!).
Si… ho letto bene.
E si… sono piu’ che convito che sia solo l’ennesimo blitz estivo per approfittare della distrazione degli italiani.
come riportato in home page:
Peccato che nella precisazione non sia precisata la data in cui e’ stata data.
CMQ posteriore al mio post.
E che in ogni caso non cambia la sostanza…
Se guardi in alto a sinistra, sotto il titolo del post che ti ho linkato, vedrai che c’è la data ed è impossibile che tu abbia commentato prima visto che prima ho pubblicato quel post e poi ho aperto il sito a tutti.
Are you sure?
Il pezzo con le precisazioni inizialmente non c’era ed i miei commenti sono antecedenti alla sua apparizione.
Infatti, di solito le precisazini si danno DOPO che si e’ notato che c’e’ qualcosa da precisare… raramente accade il contrario.
E cmq la data a cui fai riferimento quale e dove e’?
si sono sicuro http://www.azunicode.it/comment-page-2/#comment-128
Volpe
6 agosto 2010 alle 09:40 · Rispondi
Data ed ora del mio primo post.
Appunto antecedente alla precisazione.
http://punto-informatico.it/2964467/PI/Commenti/cosa-azuni.aspx
Qualcuno ha avuto piu’ tempo di me per esprimere in maniera chiara ed inequivocabile cio’ che posso in tutta tranquillita’ definire anche il mio pensiero sulla “faccenda”…
Ok, vediamo il buono nella scelta di agosto: meno lavoro “ordinario” e più tempo da dedicare a questo progetto.
Una domanda, si pensa di organizzare anche un gruppo di lavoro come si fece ai tempi di Intrenet @ Minori oppure il confronto è previsto solo attraverso il sito web?
……che solenne presa in giro.
http://serkillalot.wordpress.com/2010/08/06/giuristi-del-passato-e-pirati-del-futuro/
Il volume dei commenti raccolti in queste pagine in nemmeno due giorni mi fa pensare che la scelta del mese di agosto non sia stata poi così malvagia!
Mi sembra infatti che in questi giorni siano online molte persone interessate a internet e alle problematiche di una sua governance. Se ognuna di queste stesse persone impegnasse tre minuti del proprio tempo a scrivere una mail con proposte concrete, sarebbe un risultato eccezionale, in primo luogo per gli utenti!
Il ministro Brunetta ha precisato che il codice Azuni non prelude a nessuna legge, ma serve a descrivere lo stato dell’arte e costruire una base di best practice.
E’ vero che Internet non si deve toccare, ma è anche vero che senza alcuni capisaldi garantiti rischiamo di subire le conseguenze delle libertà che anche i governi e le aziende che lavorano in internet si prendono nei nostri confronti.
Usiamo il codice Azuni come una bacheca per scrivere quali diritti noi riteniamo debbano essere garantiti in Internet.
[...] contributo riportato (neanche di quelli inviati) su quella che impropriamente è stata definita “mailing list”, che doveva raccogliere [...]