Secondo la classificazione dell’UN Working Group on Internet Governance (WGIG)1, i temi rilevanti per le public policy legate a Internet sono sintetizzabili in quattro macro-aree:
- i problemi che riguardano l’utilizzo “sicuro e stabile” della Rete (dalla ciber-criminalità, alla sicurezza del network e dei sistemi informativi, alle politiche di regolamentazione nazionali);
- le questioni legate alla concorrenza, alla privacy, ai diritti di proprietà intellettuale;
- l’evoluzione di Internet, il suo accesso universale, la sua dimensione sociale e di inclusione attraverso lo sviluppo di infrastrutture nazionali, l’accessibilità dei contenuti, il rispetto delle diversità culturali e linguistiche, la difesa dell’approccio open-source;
- le infrastrutture tecniche e la gestione delle risorse critiche di Internet (tema su cui si concentra il dibattito sul ruolo di coordinamento tecnico svolto dall’organismo americano ICANN, Internet Corporation for the Assigned Names and Numbers).
Da anni la comunità internazionale dibatte su queste tematiche, anche nell’ambito di iniziative promosse dall’OCSE e dalle Nazioni Unite, come l’IGF.
La discussione si è talvolta sviluppata a singhiozzo: l’oggetto stesso dell’analisi necessita di essere meglio precisato, essendo Internet una realtà in continuo e rapido mutamento, sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello della sua estensione e trasformazione.
Sempre più chiara è invece l’evidenza che i “nodi da sciogliere” per la governance di Internet non riguardano solo il problema della gestione tecnica della rete.
Ciò nonostante, nel mondo, tutti i tentativi e le iniziative finalizzate ad ipotizzare e definire la governance di Internet hanno però fino ad oggi avuto scarso successo, anche in considerazione delle reazioni che queste proposte hanno di volta in volta provocato su segmenti di utenza della Rete.
In tema di governance di Internet, negli ultimi anni si è infatti rischiato di attuare interventi inefficaci, scontentando a più riprese le parti interessate, in quanto spesso disegnati senza tenere in conto la complessità e la trasversalità di temi e settori che la digitalizzazione e la Rete portano con sé.
La governance di Internet – per storia, natura tecnica e velocità di evoluzione del mezzo – non può prescindere da una logica multi stakeholders e da un approccio alle tematiche e ai problemi ad essa connessi diverso e nuovo rispetto al passato. Non può, inoltre, prescindere dalla considerazione della dimensione transnazionale.
Per tali motivi, è dunque essenziale impegnarsi per individuare una posizione condivisa che favorisca ed orienti l’evoluzione dell’uso di Internet a beneficio di tutti gli utilizzatori del cyberspazio.
In un contesto di continuo aumento esponenziale sia dell’uso delle nuove tecnologie, sia del numero di utenti che accede quotidianamente alla Rete ed al sempre crescente numero di applicativi a disposizione, le nuove problematiche richiedono di definire soluzioni il più possibile condivise, in relazione a molti aspetti complessi e talvolta controversi.
Alcune delle principali questioni da affrontare possono essere così sintetizzate:
- la cosiddetta “incertezza dinamica” che contraddistingue Internet, per il concomitante agire di fattori quali la crescita stocastica della rete, la irreversibilità e la multilateralità della crescita stessa;
- l’architettura complessa della Rete, la sua natura multi-stakeholders e i modelli “aperti” (open source e open data);
- gli effetti sul funzionamento dei sistemi democratici (e-democracy, digital divide, e-inclusion, e-government);
- i temi legati alla privacy e alla dignità della persona che si confrontano con l’uso dei mezzi elettronici che pone nuove sfide di ambito territoriale, scala e velocità;
- la remunerazione del lavoro intellettuale, inclusa la ridefinizione degli strumenti regolamentari in materia di copyright;
- l’analisi della esistenza e/o della dimensione di fenomeni genericamente considerati fattori “devianti”, quali ad esempio l’eccesso di informazione, la disinformazione;
- possibili forme e limiti di intervento in termini di tradizionali strumenti di policy: accountability, regolazione, enforcement, incentivi e codici di autoregolamentazione a livello nazionale, europeo e internazionale.
- WGIG, Report of the Working Group on Internet Governance, Château de Bossey, giugno 2005.
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[...] nello specifico il manifesto pubblicato per il Codice Azuni affronta dei punti di sicuro interesse e attualità. Non soltanto privacy e [...]
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